martedì 11 settembre 2012

Prestiti a cattivi pagatori autonomi


Prestiti a cattivi pagatori autonomi

I cattivi pagatori, con segnalazioni negative nelle banche dati dei Sistemi di Informazioni Creditizie, non hanno la possibilità di accedere al credito nel sistema bancario Italiano, prima di aver sanato le posizioni debitorie in sospeso.
Dopo un anno dalla sanatoria, le segnalazioni negative vengono cancellate ed il richiedente può avviare una qualsiasi richiesta di finanziamento, mutuo per l’acquisto casa o prestito personale, senza alcun problema.
Se invece non vengono risanate le posizioni precedenti, rimborsando i debiti pregressi, unitamente agli interessi di mora e alle spese legali per il protesto, non è possibile richiedere alcun prestito personale.
Infatti in sede di istruttoria, le banche, al fine di valutare l’affidabilità creditizia del richiedente, interrogano le Centrali rischi: una segnalazione negativa in fase di istruttoria preclude la concessione del prestito.
L’unica possibilità di finanziamento rimane la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Data la forma di rimborso infatti, garantita dal prelievo alla fonte della rata del debito direttamente dalla busta paga, non vi è possibilità di sottrarsi volontariamente dal pagamento del debito. Per questo motivo l’affidabilità creditizia del richiedente non è rilevante ai fini della concessione della cessione del quinto. Ecco quindi che le banche non effettuano durante l’istruttoria alcuna interrogazione ai Sistemi di Informazioni Creditizie, pertanto eventuali segnalazioni negative non hanno alcuna conseguenza.
Tuttavia la cessione del quinto è una forma di credito al consumo destinata a lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e pensionati, mai agli autonomi e ai liberi professionisti.
Di conseguenza un lavoratore autonomo definito cattivo pagatore, quindi con segnalazioni negative nelle banche dati, oltre a non avere accesso a mutui e prestiti personali, si vede preclusa la possibilità di accendere anche una cessione del quinto dello stipendio.
Per un lavoratore autonomo l’unica possibilità di rientrare nel circuito del credito per accendere un qualsiasi finanziamento risulta essere la sanatoria delle vecchie pendenze arretrate. Una volta pagati tutti i debiti, dopo il periodo di cancellazione – che generalmente richiede 12 mesi – il lavoratore autonomo può nuovamente richiedere un finanziamento.
In alternativa, un lavoratore autonomo o un libero professionista con l’etichetta del cattivo pagatore può chiedere un prestito cambializzato. Si tratta di un prestito non finalizzato, adatto alle esigenze di liquidità, che prevede la firma di cambiali da parte del richiedente.
fonte: money360.it

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