Prestiti a protestati senza cessione del quinto
I protestati e cattivi pagatori hanno molte difficoltà di accesso al credito, dato che le banche prima di erogare un qualsiasi finanziamento procedono ad interrogare le banche dati delle centrali rischi.
Eventuali segnalazioni negative, dovute a prestiti non regolarmente rimborsati porta gli Istituti di Credito a non concedere alcun finanziamento, sia esso mutuo o prestito personale.
La soluzione principale è ovviamente procedere a ripianare il debito, pagando sia l’ammontare dovuto, sia gli interessi di mora e le eventuali spese legali. Trascorsi 12 mesi dal risanamento della posizione, come previsto dalla legge per la riabilitazione, la segnalazione negativa viene cancellata dall’archivio, con la possibilità di accedere nuovamente al credito.
Qualora la situazione debitoria non venga sanata, l’etichetta di cattivo pagatore rimane negli archivi delle centrali rischi per tutta la durata del contratto di finanziamento, maggiorata di 3 anni. Ad esempio per un prestito personale di durata 5 anni non rimborsato, la segnalazione negativa viene mantenuta per 8 anni.
In questa condizione un cattivo pagatore ha solo 3 strade per accendere un finanziamento:
- prestito contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione: la garanzia del prelievo diretto della rata del prestito sulla busta paga o sul cedolino pensione rende il finanziamento accessibile anche ai cattivi pagatori. È necessario essere dipendenti a tempo indeterminato o pensionati. Data la mancanza di affidabilità creditizia infatti, la busta paga, unitamente al trattamento di fine rapporto, è l’unica reale garanzia che il richiedente può offrire all’istituto di Credito
- prestito delega: si tratta di un prestito il cui meccanismo di rimborso è identico a quello previsto dalla cessione del quinto. Il prestito delega tuttavia permette di impegnare a rimborso del prestito fino a due quinti dello stipendio o della pensione, consentendo quindi di ottenere importi più elevati e scadenze di rimborso fino a 120 mesi. Anche in questo caso è necessario essere dipendenti a tempo indeterminato o pensionati.
- prestito cambiario (detto anche cambializzato) che prevede il rimborso tramite il regolare pagamento di cambiali, ovvero titoli di credito basati su reali garanzie. Tale tipologia di prestito può essere ottenuta da autonomi e liberi professionisti in possesso di adeguate garanzie (ad esempio un immobile di proprietà o una polizza vita), dipendenti con la garanzia dello stipendio e del TFR e pensionati. Nel caso di protesti anche questa forma di credito al consumo è inaccessibile per i lavoratori autonomi.
fonte: money360.it
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